martedì 30 dicembre 2014

Definì ebreo il collega. Avvocato finisce a processo

Trieste.


25 novembre 2013, aula del Tribunale di Trieste, l'avvocato Giuseppe Turco riferendosi al collega Alberto Kostoris  pronuncia le seguenti frasi, «L’ebreo non ha firmato la querela» e «L’ebreo dice, in quella querela, che è orgoglioso di essere ebreo». 
Il giudice Nicoli chiede spiegazioni. Turco replica sostenendo di non trovare nulla di strano nelle proprie affermazioni:  C'è chi è ebreo e chi è slovacco... E poi, riferendosi a Kostoris, parla di «ebreo querelante». 
Turco era intervenuto in Tribunale per un altro processo come difensore di Paolo Polidori, capogruppo provinciale della Lega nord, accusato di avere violato la legge mancino. Polidori era finito a processo dopo un esposto-denuncia, firmato  dall’avvocato Kostoris in qualità di legale della Comunità ebraica, in cui si contestava una dichiarazione pubblica pronunciata il 15 aprile 2012 all’hotel Savoia Excelsior durante il congresso del partito: «Il presidente del Consiglio Mario Monti e il governo in carica sono espressioni del potere giudaico-massone» 
La Comunità ebraica non gradisce. 
Ma il 17 aprile Paolo Polidori, anziché scusarsi per le proprie asserzioni, replicava alle critiche della Comunità ebraica e ribadiva consapevolmente che il potere finanziario mondiale è in mano a un sistema giudaico-massone. 
Da qui l'esposto-denuncia. Con il rinvio a giudizio su richiesta del pm Antonio Miggiani. La vicenda giudiziaria di Polidori alla fine si è chiusa (dopo la revoca del mandato all’avvocato Turco) con un patteggiamento: una pena di duemila euro. E le scuse alla Comunità ebraica.

Inizia invece il calvario per Turco, che  da avvocato difensore si ritrova imputato e per lo stesso reato del suo cliente. A disporre l’udienza davanti al Tribunale collegiale, 3 maggio 2015, è stato il gip Guido Patriarchi che ha accolto le richieste del pm Federico Frezza. 
Accusa: istigazione all’odio razziale e diffusione di idee sulla superiorità razziale. 
L'avvocato Turco è difeso  dall’avvocato Edoardo Longo. 
Parte offesa l’avvocato Alberto Kostoris, assistito dall'avvocato Piero Fornasaro de’ Manzini.

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