Saronno.
Condannata in primo grado, https://mauriziodangelo.blogspot.com/2017/02/il-termine-clandestino-e-un-reato.html la Lega aveva fatto ricorso e ieri è arrivata
una nuova condanna con l’obbligo a pagare i danni, le spese processuali
e il pagamento della sentenza sul sito della Lega. “Come ritenuto dal
giudice di primo grado, la definizione di “clandestini” nei cartelli
affissi dalla Lega Nord a Saronno -ancor più in quanto collegata alla
presentazione dei 32 richiedenti asilo come usurpatori, “per vitto
alloggio” e non precisati “vizi”, di risorse economiche ai danni degli
abitanti del Comune, i quali sarebbero costretti a subire, stante
l'”invasione”, l’incremento delle tasse e la riduzione delle
pensioni-integra gli estremi della “molestia” – si legge nel dispositivo
firmato dal giudice Maria Cristina Canziani – poiché, anche
prescindendo dallo “scopo”, ha indubbiamente l'”effetto” di violare la
dignità dei predetti cittadini stranieri e di creare intorno a loro, nel
contesto territoriale in cui sono inseriti, un clima ostile (in quanto
volto a diffondere malevolenza ed a provocare esclusione dalla compagine
sociale), umiliante ed offensivo, per motivi di razza, origine etnica e
nazionalità”. (Repubblica Milano, 6 febbraio 2020)
Nella sentenza il magistrato scrive che chiamare “clandestini” i
profughi è reato di discriminazione e non può essere considerato “libera
manifestazione del pensiero politico” perché viola i principi
fondamentali della Costituzione.
https://www.nextquotidiano.it/la-lega-condannata-per-discriminazione-a-saronno/
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